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Bravetta

V. E. Bravetta così scriveva nel Marzo 1938
Maestro Celestino
Primavera ingelosita
occhieggia dai rami dei peschi:
nel suo cuore di margherite.
Non ha doni così freschi
nè colori così soavi
come quelli che tu raccogli
sui tuoi rami, nei tuoi fiorelli
nei ricami del tuo giardino...
Primavera ma tu la spogli,
buon Maestro Celestino
Tu sorprendi le sue sorprese
le sue roride meraviglie:
su tovaglie ridenti accese
ricamate di foglie e fiori
su distese verdi vermiglie
mi ritrovo nel bel paese
dei poeti, dei sognatori.
mi conduci col tuo ricamo
alle soglie d'un paradiso
che in noi sogna l'errante
Adamo triste padre
del primo ucciso
Ne ricordo raggia divino
nei tuoi fiori nelle tue foglie...
di rifarne, quaggiù, l'acquisto!
Forse l'Angelo sulle soglie
ti permette, impietosito,
di spiare nel bel giardino...
Tu ci narri che cosa hai visto,  buon maestro Celestino.

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